Nuova ondata Kurgan?

Condividiamo il testo di Heide Goettner Abendroth di akademie hagia  pubblicato il 15 gennaio

Care tutt*,

Mi è stato ripetutamente chiesto da donne e amiche/i se penso che l’ondata di rifugiati dalla Siria e da altri paesi arabi – che in Germania hanno raggiunto nel 2015 il milione di persone, per lo più giovani maschi – può essere considerata una nuova invasione di Kurgan nei nostri confronti. In molt* hanno paura che si tratti di un ulteriore grado di patriarcalizzazione, soprattutto dopo la violenza contro le donne della notte di Capodanno in Germania.

Ho inviato la risposta ad amiche e amici, e vorrei condividerla con voi per sapere che cosa ne pensate.

Prima di tutto penso che non si tratti di una nuova invasione dei Kurgan, perché i Kurgan erano guerrieri che percorsero l’Europa in lungo e largo a scopo di conquista. I rifugiati di oggi che vengono in Europa sono in maggioranza povera gente senza armi che ha perso la sua terra, la casa, la sicurezza, famiglia e parenti. Le loro vite sono minacciate dal brutale guerra del terrorismo daesh, da combattenti ai quali piacerebbe essere la nuova ondata di Kurgan in Europa! Ma i rifugiati non sono loro.

Sì, c’è stata violenza da parte di un’orda di rifugiati maschi a Cologna e in molte altre città tedesche la notte di Capodanno, circa 500 donne sono state molestate sessualmente, derubate e alcune stuprate. È stato e continua ad essere uno shock per tutta la nazione e per le politiche della “cultura dell’accoglienza della cancelliera tedesca Angela Merkel, che adesso subisce l’attacco dei suoi oppositori politici. I conservatori (soprattutto in Bavaria) e l’ala destra cercano di ricavare vantaggio politico dalla situazione ponendosi improvvisamente come i difensori delle donne (cosa che non sono mai stati). Ma questi politici non aiutano in nessun modo le donne né aiutano a chiarire la situazione.

Colgo l’occasione per esprimere le mie considerazioni:

I rifugiati arabi, pur non rappresentando una nuova invasione kurgan, portano con sé in Germania i loro modelli tradizionali strettamente patriarcali, tanto che in molti temeno un’ulteriore patriarcalizzazione. Ciononostante la maggioranza di loro desidera integrarsi, vivere e lavorare qui, quindi gli stati europei hanno il compito di favorire la loro integrazione. Anche se le nuove tensioni tra le due diverse culture non si esauriranno.

Spero che questa situazione spinga le generazioni più giovani di donne a svegliarsi dal loro comodo sonno e dal sogno che ormai abbiamo ottenuto tutto. Spero che ciò faccia loro vedere che la critica e l’azione femminista sono più che mai necessari. È indispensabile preservare quello che le femministe più vecchie (la nostra generazione) hanno ottenuto e c’è bisogno di continuare a cambiare in meglio la condizione delle donne  senza sosta. Non è assolutamente vero che le nostre vittorie ci saranno garantite per sempre, le donne devono stare in guardia e lottare.

La discussione è già partita su alcuni media progressisti e spero davvero che le donne incomincino a far sentire la loro voce in modo che possa sollevarsi una nuova e potente ondata di femminismo. È interessante notare come gli uomini tedeschi più progressisti si siamo accorti che il sessismo non è solo un prodotto degli uomini arabi, ma anche dei tedeschi e degli europei. All’improvviso, il termine “sessismo” – parola a lungo evitata e perfino denigrata – compare da tutte le parti, nei quotidiani e perfino nelle radio più conservatrici, e lo stesso succede con “patriarcato”. Le femministe più giovani adesso la usano per dire chiaramente che il “sessismo” è una violenza contro le donne che mette in luce un problema che hanno i maschi di tutto il mondo e questa frase è stata riportata da un quotidiano tedesco a grandissima tiratura!

Heide Goettner Abendroth – Akademie Hagia D

Traduzione Luisa Vicinelli

link di HAGIA

http://www.hagia.de/it/international-acadamy-hagia.html

per approfondimento sui KURGAN:

http://armonie.women.it/studi-matriarcali-2/ipotesi-di-passaggi/