Identità e immigrazione

2006 – Identità e immigrazione al femminile

CICLO DI INCONTRI DI FOTOGRAFIA APPLICATA SUL TEMA:

“IDENTITA’ E IMMIGRAZIONE AL FEMMINILE: UN RACCONTO PER IMMAGINI”

Il progetto sarà realizzato grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

(LINK A UN PDF visualizza la locandina)

L’immigrazione nel nostro paese, inizialmente legata a un flusso alla ricerca di lavoro e solo successivamente ai ricongiungimenti familiari, ha prodotto una notevole presenza, anche nella nostra città, di donne provenienti da altre parti del mondo e quindi da altre culture, identità, modus vivendi e abitudini.

Per la maggior parte di loro l’impatto con la nostra cultura è un punto nodale rispetto alla loro identità in continua mutazione, fatta da un lato di disagi ma anche di un diverso modo  di porsi rispetto a sé stesse, alle proprie famiglie, alle donne della loro comunità e alle nuove conoscenze nella nostra città, a rapporti nuovi che vengono ad instaurarsi sia con le donne bolognesi che con la stessa struttura cittadina.

Un identità in evoluzione quindi, che può produrre una valutazione critica e partecipata sui nostri modelli di vita, se non crediamo che la loro presenza nella nostra città debba coincidere con un passivo adeguamento al nostro modo di esistere, agire, consumare e relazionarsi, ma sia invece un importante contributo alla costruzione di una società interculturale.

Molteplici sono in città le esperienze che cercano di coinvolgere le donne straniere.

Le esperienze dell’Associazione Armonie, di Lucia Cammelli e di Patrizia Pulga hanno portato alla ideazione di un progetto che, tramite l’utilizzo della fotografia ponesse l’accento propria sull’identità in trasformazione delle donne straniere.

OBIETTIVI

Favorire l’incontro e lo scambio tra donne di diverse culture

Fermare nelle immagini la propria esistenza e l’ambiente circostante. L’uso della fotografia come mezzo di  “auto-indagine”  e contemporaneamente di “autorappresentazione” è senz’altro un valido mezzo per ribaltare il ruolo delle immigrate, troppo spesso considerate “oggetto passivo” di indagini sociologiche.

Il progetto, dal titolo: “Identità e immigrazione: un racconto per immagini” verrà condotto dalla fotografa bolognese Patrizia Pulga, da anni impegnata in reportages sull’immigrazione e sull’intercultura e vedrà, sotto la sua guida, le donne immigrate che, utilizzando fotocamere “usa e getta”, produrranno un album fotografico autobiografico e di una mostra collettiva sui seguenti punti:

  • io, la mia casa, la mia famiglia
  • la città che mi ospita: il centro e il quartiere in cui vivo
  • io: come mi vedo. Il mio ritratto

 

La produzione di un album fotografico, da sempre legato – in tutte le culture – ad eventi importanti (nascite, matrimoni, o anche feste di compleanno, viaggi e vacanze) è infatti un momento creativo e positivo per soffermarsi sulla propria identità, per affermarla e valutarla, per fermare nelle immagini il proprio “esistere”, il proprio passaggio nel mondo: in quanto tale, rappresenta un punto nodale di riappropriazione della propria esistenza.

Gli incontri sono rivolti a giovani immigrate in gruppi di 10/12, preferibilmente omogenee per zona di provenienza, scelte singolarmente o tra le componenti delle Associazioni di donne straniere (es. Associazione ANNASIM, Associazione donne senegalesi, ecc).

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO:

Fase preparatoria a cura di Armonie : è rivolta alla promozione del progetto e alla sensibilizzazione delle partecipanti e delle loro famiglie.

Fase attuattiva a cura di Patrizia Pulga:gli incontri – della durata di 2 ore l’uno –  si svolgeranno in orario pomeridiano da concordare con scadenza settimanale.

1° incontro:

  • Spiegazione del progetto.
  • Elementi base di fotografia
  • Come produrre un racconto per immagini
  • Distribuzione delle fotocamere per la produzione del 1° reportage (vedi punto 1)

 

2° incontro:

  • Riconsegna delle fotocamere per sviluppo e stampa in provini dei lavori eseguiti.
  • Analisi delle difficoltà emerse nello svolgimento del reportage
  • Organizzazione del reportage al punto 2 (individuale o a gruppi di due)

 

3° incontro:

  • Riconsegna delle fotocamere per sviluppo e stampa in provini del reportage al punto 2
  • Analisi delle difficoltà emerse nello svolgimento del reportage al punto 2
  • Visione dei provini del reportage al punto 1 e scelta delle immagini da stampare per i singoli albums (nel formato 13×18 cm.) e per la mostra (nel formato 20X30 cm.)
  • Organizzazione dei ritratti al punto 3

 

4° incontro:

  • Visione dei provini del reportage al punto 2 e scelta delle immagini da stampare per i singoli albums (nel formato 13×18 cm.) e per la mostra (nel formato 20X30 cm.)
  • Riprese di ritratti eseguiti dalle partecipanti per autorappresentarsi così come sono nella vita di tutti i giorni.

 

5° incontro:

  • Visione dei provini dei ritratti al punto 3 e scelta delle immagini da stampare per i singoli albums (nel formato 13×18 cm.) e per la mostra (nel formato 20X30 cm.)
  • Riprese di ritratti eseguiti dalle partecipanti per autorappresentarsi così come sono negli abiti per commemorare le festività civili e religiose della loro cultura di origine.

6° incontro:

  • Visione dei provini dei ritratti al punto 3 e scelta delle immagini da stampare per i singoli albums (nel formato 13×18 cm.) e per la mostra (nel formato 20X30 cm.)
  • Organizzazione del “racconto per immagini”: struttura ed articolazione dei singoli reportages che verranno raccolti in albums. Come impaginarli, secondo il proprio gusto

 

7° e 8° incontro:

Distribuzione degli albums e di materiale da cancelleria (pennarelli, fogli colorati, ecc.) e “incollaggio” dei singoli reportages da parte delle partecipanti.

9° e 10° incontro:

organizzazione della mostra

NOTE:

  • punti  1 e 2: alle partecipanti verranno fornite delle fotocamere “usa e getta”
  • punto 3: i ritratti verranno eseguiti in uno studio fotografico con attrezzature professionali (fotocamera digitale professionale e luci da studio)

 

FASE CONCLUSIVA

Gli incontri termineranno con la produzione di un album fotografico autobiografico, con una mostra collettiva che permetta di far conoscere il percorso fatto e con un rapporto di valutazione che permetta di valutare l’opportunità o meno di proseguire e con quali aggiustamenti questa sperimentazione.

 

Bologna, 28 dicembre 2006

 

 

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